Intercettazioni e ricatto giustizialista
Regolamentare le intercettazioni per garantire effettivamente i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione, dovrebbe essere un interesse comune di tutte le forze politiche. Naturalmente è ragionevole discutere sulle forme che tale garanzia deve assumere, tenendo conto innanzitutto dell’esigenza di contrastare reti criminali e terroristiche, ma non dovrebbero sussistere divergenze sulla finalità generale. Lettori del Foglio, che ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner - Leggi Se non ci fosse il Cav. di mezzo, il Pd voterebbe contro le intercettazioni - Leggi Al fast food del giornalismo precotto i fatti non hanno più diritto di parola
17 AGO 20

Regolamentare le intercettazioni per garantire effettivamente i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione, dovrebbe essere un interesse comune di tutte le forze politiche. Naturalmente è ragionevole discutere sulle forme che tale garanzia deve assumere, tenendo conto innanzitutto dell’esigenza di contrastare reti criminali e terroristiche, ma non dovrebbero sussistere divergenze sulla finalità generale. Invece, non solo il partito giustizialista, nato e cresciuto attraverso l’uso distorto del circuito mediatico-giudiziario, ma anche il Partito democratico sostengono la campagna interessata delle testate, da Repubblica al Fatto, che intendono presentarsi come super-partiti.
Anche esponenti democratici hanno subìto la persecuzione che deriva dalla propalazione, già illegale con la normativa attuale, delle intercettazioni. E al di là di questo, un partito che fa costantemente e quasi ossessivamente riferimento alla Costituzione dovrebbe tenere conto, prima di tutto, dei diritti che essa garantisce, compreso quello di salvaguardia della sfera personale. Se si differenziassero dalla campagna forsennata che pretende di presentare come violazione della libertà d’informazione la tutela della sfera personale, i democratici potrebbero contribuire a definire una normativa equilibrata, che non lasci dubbi su eventuali intenti vendicativi, e che venga poi effettivamente rispettata. Come nel caso del federalismo fiscale, un atteggiamento costruttivo e responsabile consente alle opposizioni di ottenere parecchio, mentre l’accodamento a campagne propagandistiche pregiudiziali le rende inefficaci.
Naturalmente la maggioranza ha l’onere e la responsabilità di agire in modo razionale ed equilibrato, di tener conto della percezione che l’opinione pubblica ha di questo problema, anche se non può contare su una sponda critica ma razionale nell’opposizione. Un tema di civiltà giuridica, evitare l’uso improprio di uno strumento investigativo e la propalazione indebita di notizie estranee alla persecuzione di un reato, sta invece diventando l’occasione di una rottura costruita sulla demonizzazione degli avversari, a tutto vantaggio di chi intende avvelenare i pozzi. Forse ormai il Pd è andato troppo avanti sulla strada sbagliata per fermarsi, ma così perde l’occasione di dimostrarsi autonomo e riformatore.
Anche esponenti democratici hanno subìto la persecuzione che deriva dalla propalazione, già illegale con la normativa attuale, delle intercettazioni. E al di là di questo, un partito che fa costantemente e quasi ossessivamente riferimento alla Costituzione dovrebbe tenere conto, prima di tutto, dei diritti che essa garantisce, compreso quello di salvaguardia della sfera personale. Se si differenziassero dalla campagna forsennata che pretende di presentare come violazione della libertà d’informazione la tutela della sfera personale, i democratici potrebbero contribuire a definire una normativa equilibrata, che non lasci dubbi su eventuali intenti vendicativi, e che venga poi effettivamente rispettata. Come nel caso del federalismo fiscale, un atteggiamento costruttivo e responsabile consente alle opposizioni di ottenere parecchio, mentre l’accodamento a campagne propagandistiche pregiudiziali le rende inefficaci.
Naturalmente la maggioranza ha l’onere e la responsabilità di agire in modo razionale ed equilibrato, di tener conto della percezione che l’opinione pubblica ha di questo problema, anche se non può contare su una sponda critica ma razionale nell’opposizione. Un tema di civiltà giuridica, evitare l’uso improprio di uno strumento investigativo e la propalazione indebita di notizie estranee alla persecuzione di un reato, sta invece diventando l’occasione di una rottura costruita sulla demonizzazione degli avversari, a tutto vantaggio di chi intende avvelenare i pozzi. Forse ormai il Pd è andato troppo avanti sulla strada sbagliata per fermarsi, ma così perde l’occasione di dimostrarsi autonomo e riformatore.
Lettori del Foglio, che ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner - Leggi Se non ci fosse il Cav. di mezzo, il Pd voterebbe contro le intercettazioni - Leggi Al fast food del giornalismo precotto i fatti non hanno più diritto di parola